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venerdì 23 dicembre 2016

Un Tenné... realista!

Anche in uno dei più noti romanzi del Realismo francese, Papà Goriot di Honoré de Balzac, è possibile rilevare la presenza del Tenné, nella sua accezione di color fulvo:

" ...dit cet homme extraordinaire [...] montrant sa poitrine velue comme le dos d'un ours, mais garnie d'un crin fauve qui causait une sorte de dégoût mêlé d'effroi... "      (Le père Goriot, Honoré de Balzac, Paris, Alexandre Houssiaux, Éditeur, 1855)
(traduzione in italiano: "disse quell'uomo straordinario [...] mettendo in mostra il petto villoso come la schiena di un orso, ma il cui pelo fulvo incuteva una specie di disgusto misto a spavento")


Deve sembrar strano tutto ciò? Assolutamente no! 
La prima edizione originale del libro risale infatti al 1834, quasi un secolo dopo l'uscita del trattato Ottica dei Colori (1740) di Louis Bertrand Castel, che, come avevamo notato nel post sulla scienza, cita il color fulvo come sottoprodotto della diffrazione della luce.

lunedì 12 dicembre 2016

Step 21: Un personaggio del Tenné

Data la rarità del colore, risulta piuttosto difficile individuare una personalità legata al Tenné. 
Tuttavia, come abbiamo già constatato in post precedenti, molte tonalità gli si avvicinano. In particolare, è nella tinta dei capelli di alcuni personaggi che è facile imbattersi nelle affinità che cerchiamo.
L'attrice Amy Adams

A questo proposito, l'attrice americana
Amy Adams può venir eletta come simbolo del colore, famosa per la sua apparizione sul grande schermo attraverso la sua raggiante capigliatura tendente al rame

Icona di recente data, è ormai nota al pubblico sia adulto, per il suo ruolo nel film "American Hustle - L'apparenza inganna" (2013) e in "Big Eyes" (2014), grazie ai quali ha anche vinto due Golden Globe come miglior attrice in una commedia, che dei più piccoli, con la sua interpretazione di Giselle nel film d'animazione e musicale Disney "Come d'incanto" (2007). Ma come mai la sua fama è scoppiata in questi ultimi anni? La risposta è da ricercarsi proprio... "tra i suoi capelli"!
Amy Adams in "American Hustle" (2013)


Amy Adams in "Come d'incanto" (2007)
Sebbene infatti il suo colore naturale sia il biondo, durante un’intervista, la Adams ha chiarito che la sua scelta di tingere i capelli nel 2004 era strettamente collegata a motivi professionali. L'attrice ha precisamente dichiarato: 
“Interpretavo un’infermiera e nel film c’era questa bella bionda, Sarah Lancaster, che interpretava un croupier del casinò… mi sono trovata in una stanza con lei e i produttori hanno detto che qualcuna delle due doveva tingersi. Guardo lei: abbronzata, con questi occhi verdi brillanti e una criniera di capelli biondi come una leonessa. Poi ho guardato me, con le mie lentiggini e il colorito pallido e ho pensato: chissà chi si dovrà tingere!”.
La Adams ha anche spiegato che, nonostante lei non possa attribuire tutto il suo successo al cambiamento del suo colore di capelli, le ha davvero cambiato le opportunità lavorative: “La gente ha cominciato a vedermi in un modo diverso, per differenti ruoli.” 

Che una tinta tendente al Tenné possa cambiare la propria vita? Provare non costa nulla!

sabato 3 dicembre 2016

Step 20: Il Tenné nella Moda

Probabilmente è proprio nel mondo della moda, e più in generale del costume, che il colore gioca un ruolo primario (non è raro capitare in abbinamenti di tinte piuttosto imbarazzanti!)
La scelta di un capo d'abbigliamento 'di tendenza' color tenné ci riporta indietro nel tempo rimanendo nel presente...

La rinomata rivista VOGUE ci informa sulle novità e sulle tendenze che hanno caratterizzato la Primavera/Estate 2015, ove indiscussi Protagonisti erano gli anni '70, cosiddetti "della ribellione". In particolare, ciò che salta all'occhio, è una fotografia tratta dalla collezione di Emilio Pucci, disegnata da Peter Dundas. 
(Per scoprire le tendenze di questa moda che ritorna al passato, cliccate qui: Primavera/Estate 2015)


Modella in passerella mostra i pantaloni a zampa di elefante
targati "Emilio Pucci" della collezione Primavera/Estate 2015

La modella indossa infatti dei pantaloni a zampa di elefante, che furono uno dei segni distintivi della cultura hippy di quegli anni, classificati come color camel, molto simile al tenné.
Ricordiamo infine che Emilio Pucci fu un pioniere della moda italiana, partecipando alla prima sfilata di moda tenutasi in Italia nel febbraio 1951 a Firenze. Tuttavia, la sua attività di disegnatore di moda cominciò nel 1947: egli fu guidato dal desiderio di liberare le donne, garantendo loro una libertà di movimento senza precedenti, libertà che si esprime tramite forme semplici ed essenziali e che rimarrà una costante per Pucci.
Logo "Emilio Pucci"
Dopo la sua morte (1992), il gruppo francese Louis Vuitton ha acquistato i diritti sul logo.

Un capo invece giapponese, realizzato a mano negli anni '60, è un vestito di lana vintage (di cui è sconosciuto l'autore) di color marrone tenné, che si apre con una lunga zip sul retro e presenta quattro bottoni decorativi di acrilico sul fronte.
Vestito vintage giapponese "handmade"

mercoledì 16 novembre 2016

Step 16: Il Tenné nel Design

Proseguendo sul tema dei notevoli effetti che il colore induce nella psiche umana attraverso tutte le sue manifestazioni, è giunto il momento di addentrarci nel mondo del design, sempre con l'intento di trovare un riferimento al tenné.

A tal proposito scopriamo l'azienda australiana di Melbourne "Ni.ni.creative", nata nel 2014 e gestita dall'interior designer e stilista Nina Provan, e Nick Rennie, product designer affiliato con le note aziende internazionali di mobili Normann Copenhagen e Ligne Roset. Un interesse comune condiviso tra i due è l'amore per ciò che proviene dal Giappone - dall'approccio design minimalista alla selezione e all'utilizzo di materiali tramite dettagli precisi.
Come parte della sua prima collezione, "Ni.ni.creative" ha lanciato nel 2015 la serie di cuscini 'Tab' e 'Kumo' in una gamma di pelli e tessuti provenienti da aziende olandesi e danesi, Febrik e Kvadrat. 
Il CUSCINO KUMO è ciò che ci interessa! 
Difatti, si tratta della federa di un cuscino quadrato di qualità in pelle e tessuto fatti a mano. Progettato e realizzato a Melbourne, l'oggetto risulterà la decorazione perfetta per poltrone, divani o letti. Entrambi i lati del cuscino, che assume le dimensioni di ca. 45 cm, sono progettati per essere utilizzati come parte anteriore o posteriore, ma uno è in pelle del nostro colore tenné e l'altro in tessuto "febrik" importato dai Paesi Bassi. Acquistare la federa non è neanche troppo oneroso... $190 (pari a 133 €)!
Cuscino Kumo, fronte tenné
Cuscino Kumo, visione di entrambi i lati

domenica 13 novembre 2016

Step 15: Il Tenné nella Pubblicità

Anche nei manifesti pubblicitari e di propaganda gioca un ruolo importante il colore. Di seguito, ne riportiamo alcuni in cui è presente il tenné in tutte le sue sfumature (la selezione ha voluto escludere gli spot pubblicitari televisivi, youtube e i social).


Triple sec "Guillot" , 1920
Manifesto propagandistico del programma spaziale Socialista Sovietico (CCCP) , anni 1958 -1963.
Recita: " Gloria al popolo Sovietico - pioniere dello spazio "

Sigarette turche "Murad" , 1918
Olio "Fratelli Carli" , 1932

L' "European Fasd Alliance" contro il consumo di alcol durante la gravidanza , 2014
Rum "Zacapa" , 2013

Amaro "Isolabella", realizzazione di Gino Boccasile , 1940
Porto "Le Souverain" , di Paul Pelgé, ca. 1900, Bordeaux

martedì 8 novembre 2016

Step 13: Il Tenné nel Fumetto

Entriamo adesso nel mondo del fumetto per cercare di scoprire se esiste una vignetta che illustri, in senso descrittivo, la presenza del tenné. La risposta è certamente affermativa!

Nell'edizione (inglese) "Holiday Special" del fumetto MARVEL (Holiday Magazine) del 2014, pubblicato dalla nota casa editrice Marvel Comics, compare una citazione del nostro colore (tawny in lingua originale).

La vignetta, in particolare, è tratta da una scena dei "Fantastici Quattro", fumetto creato da Stan Lee (per i testi) e da Jack Kirby (per i disegni) nel 1961, per la casa editrice sopra citata. I personaggi principali sono quattro: Reed Richards (Mister Fantastic), con l'abilità di allungare o modificare in qualsiasi cosa voglia ogni parte del suo corpo, detto anche l’uomo di gomma; Ben Grimm (la Cosa), che ha il dono di una forza smisurata; Johnny Storm (la Torcia Umana), il cui superpotere è la capacità di volare e di infiammarsi, di avere controllo sul fuoco tanto da poterne creare oggetti; Sue Storm (la Donna Invisibile), capace di diventare invisibile oltre che di creare campi di forza invisibili.


Nella scena, è descritta una situazione di tensione tra la Cosa e la Torcia Umana (di seguito la traduzione) :
" La tentazione di un'imprecazione lui la teneva stretta fra i denti, e il fumo gli circondava la testa come una ghirlanda. Aveva una faccia di pietra e un corpo per lo più di color tenné che si agitò quando gridò, :"DIO D*****, JOHNNY!" " 


E ancora, il nostro colore (sempre in lingua inglese, tawny) è presente in una vignetta di "Calvin & Hobbes", striscia a fumetti ideata e realizzata dal disegnatore statunitense Bill Watterson, che narra le avventure di Calvin, un bambino di sei anni dall'immaginazione inarrestabile, e di Hobbes, la sua tigre di pezza. Il personaggio di Hobbes è disegnato in due modi diversi: con Calvin è un personaggio che vive, parla e agisce, mentre con gli altri - che non lo vedono attraverso la fantasia di Calvin - è una normalissima tigre di pezza inanimata. La striscia è stata pubblicata sui quotidiani statunitensi dal novembre 1985 al dicembre 1995 comparendo su 2.400 pubblicazioni diverse.
La strip (striscia) è datata 29 maggio 1990 (purtroppo la traduzione letterale non rende la comicità) :
" Contraendo la coda a ciuffi, una calda pancia color tenné: una tigre stanca. "
" ..Un haiku allitterativo composto da Calvin. Grazie, grazie."
" Diamine. " 
           

martedì 25 ottobre 2016

Lo sapevi che?

È curioso scoprire come nel "Manuale tecnico della Flotta Stellare" di Star Trek (Star Trek Star Fleet Technical Manual, nome originale), nota serie televisiva, viene descritto il colore ufficiale dell'uniforme della Sezione di Comando "Starfleet" , come quelle indossate dal capitano Kirk e dal tenente Sulu, come "Tenne" (altro nome inglese per tenné). Tuttavia, nel programma vero e proprio, alcune uniformi di questa Sezione, tra cui l'alta uniforme dello stesso Kirk, risultavano di tonalità verdastre; il Manuale precisa questo colore come "verde oliva". 
Pagina dello "Star Trek Star Fleet Technical Manual"
che mostra le caratteristiche dell'uniforme


Particolare della pagina: il colore della maglia è il 'tenne'


Personaggi della serie originale Star Trek: in ordine da sinistra,
 il tenente Spock, il capitano Kirk (con l'uniforme tenne) e il medico McCoy
Il capitano Kirk indossa l'uniforme "verde oliva"

domenica 23 ottobre 2016

Step 08: Il Tenné per la Non-Scienza

"Quella superstizione religiosa che presso gli altri uomini è oggetto di biasimo, serve in Roma a mantenere unito lo Stato [...]. Ciò potrebbe suscitare la meraviglia di molti; a me sembra che i Romani abbiano istituito questi usi pensando alla natura del volgo: [...] poiché la moltitudine è per sua natura volubile e soggiace a passioni di ogni genere, a sfrenata avidità, ad ira violenta, non c'è che trattenerla con siffatti apparati e con misteriosi timori. Sono per questo del parere che gli antichi non abbiano introdotto senza ragione presso le moltitudini la fede religiosa e le superstizioni sull'Ade, ma che piuttosto siano stolti coloro che cercano di eliminarle ai nostri giorni." 
                                                               Storie, VI, 56, Polibio  

Sin dai tempi più antichi, come ci mostra questo passo dello storico greco Polibio, tantissimi modi di fare e di dire, atteggiamenti e comportamenti della gente, risultano condizionati proprio da quelle credenze popolari che si vorrebbe ignorare, ma delle quali si subisce un inevitabile influsso. Credenze che, tramandate di generazione in generazione, trovano spesso terreno fertile per gran parte delle persone. E’ difficile, se non inevitabile, per chi sia a conoscenza del loro significato, anche se ammette di non crederci, non restarne coinvolto. Per questa ragione dunque, analizzeremo in che modo il nostro colore è chiamato in causa nel mondo della superstizione, dei detti e proverbi comuni, non solo nella nostra cultura!


In un antico proverbio romano si dice:
" Equus fulvus prius enectus quam fatigatus " (Il cavallo fulvo è già spossato prima di essere domato).
Ma l'aggettivo fulvus compare anche nel nome scientifico del grifone, come avevamo già notato ne Il Tenné e il Mito.
In alcune leggende questo animale abitava i monti Rifei dove estraeva l’oro, mentre presso alcune tribù, si credeva punisse l'avidità e l'avarizia sorvegliando l'oro e le abbondanti gemme che si trovavano sui monti (di solito il Caucaso o gli Urali) facendo a brandelli chiunque cercasse di rubare queste ricchezze.
Inoltre, i grifoni rappresentavano la superbia: questa associazione è dovuta al fatto che si narra che Alessandro Magno cercò di cavalcarne uno per raggiungere la sommità del cielo.
Riguardo al suo uso regolare nell'Araldica, Boekler (1688) diede la seguente interpretazione: "I Grifoni sono ritratti con un corpo di leone, testa d'aquila, lunghe orecchie, e gli artigli dell'aquila, ad indicare l'unione tra forza ed intelligenza". Quest'interpretazione nasce dal fatto che l'aquila simboleggia l'intelligenza, mentre il leone la forza, quindi il grifone rappresenta la perfetta unione di muscoli e cervello. Ma, dopo il cambiamento di vedute seguito a Dante, in cui è ritenuto simbolo della Chiesa, divenne il nemico del Serpente e del Basilisco, entrambi considerati demoniaci.

E nel Vocabolario degli Accademici della Crusca (1705) viene riportato l'antico detto:
 " Dare un grifone a uno " : si dice del dargli un pugno nel viso


CORNIOLA
La pietra ormai a noi cara è protagonista di moltissime credenze. 
Nel Dizionario delle superstizioni (1993), pubblicato da Alfonso Burgio, si legge:
 Pietra sacra alla Vergine, essa preserva da ogni male: allontana le convulsioni, la febbre  intermittente, quella a passo ridotto e quella maltese.
 Per queste sue virtù immunizzatrici, scrive Goethe: 
" La corniola è un talismano, ti fa star felice e sano. Ti protegge dai malanni la tua casa non ha danni ".
 Nell'antica Grecia le matrone la usavano contro i reumatismi e le nevralgie, mentre in  Spagna, al tempo del re Alfonso X, era consigliata per dare un timbro più virile alle voci  bianche e a quelle delle persone peritose: 
 " La corniola tieni d'occhio
 è una pietra portentosa: 
 se hai una voce da finocchio
 te la rende cavernosa ".
 (Anonimo lapidario spagnolo)

La gemma magica si crede inoltre aiuti a trovare la serenità, stimoli la curiosità, accresca le abilità analitiche della mente, esorti all'azione
Alcuni Nativi Americani se ne servivano per scacciare l'apatia o liberare le persone dal dolore e dall'invidia, mentre nel Medioevo chi la sceglieva come ornamento era protetto dai pensieri impuri, stregoneria, fulmini e nevralgie. 
In Cina si pensava che trasformasse le persone timide e impacciate in eccellenti oratori. Secondo la medicina ayurvedica, la corniola è tra i sette cristalli che emettono vibrazioni benefiche: rafforza il carattere, equilibra le passioni, migliora la qualità e la circolazione del sangue, arresta le emorragie, vince i dolori delle coliche, aiuta gli anemici, l'intestino e la digestione, favorendo in generale il metabolismo.



QUERCIA
E non potevano mancare modi di dire e proverbi sulla quercia (ricordiamo che l'antico nome del tenné, tané, identifica la corteccia della quercia), simbolo di forza, longevità e durezza:

" Essere una vecchia quercia " (si dice di una persona anziana ma in ottima salute, oppure di una persona forte e robusta in generale. Riferito anche a individui di grande saldezza morale o grande forza d'animo, capaci di far fronte alle difficoltà e di sopportare e reagire alle avversità della vita senza lasciarsene abbattere)

Una canna al vento vive, mentre possenti querce cadono " (proverbio cinese)

" Forti querce crescono da piccole ghiande " (proverbio inglese)

" Piccoli colpi hanno abbattuto grandi querce " (proverbio olandese)

" Le querce non fanno limoni " (proverbio italiano, o arance in una versione marchigiana)

" Al primo colpo non cade la quercia! " (proverbio italiano; variante latina/greca:
Multis ictibus deicitur quercus / πολλαῖς πληγαῖς στεῤῥὰ δρῦς δαμάζεται )

La quercia storta si raddrizza con le botte " (detto abruzzese)

" La quercia fa ghianda " (detto marchigiano)

Chi pianta una quercia è nobile d'animo " (detto toscano)

" Aspetta il porco alla quercia " (detto toscano, consiglia l'attesa del momento giusto)



Curiosità: in lingua inglese, viene indicato con il nome tawny owl a causa del suo colore, quello che noi conosciamo come allocco.
Molte sono le credenze popolari legate a questo animale, legate forse al suo aspetto. La testa grossa, il corpo grassoccio, gli occhi tondi, il volo silenzioso e notturno, l'udito finissimo e la capacità di ruotare la testa hanno fatto nascere la leggenda che la loro visione preannunci disgrazie e morte; associati alle streghe, nel Medioevo qualcuno li inchiodava fuori dalla porta di casa per allontanare gli spiriti maligni.
William Shakespeare scrive nel suo Giulio Cesare (Atto 1 Scena 3):
 " E ieri l'uccello della notte si è seduto / Anche a mezzogiorno sulla piazza del mercato / urlando e strillando ".
John Ruskin ne parla dicendo:
 " Qualunque cosa la gente saggia può dire di loro, io alla fine ho sempre trovato il grido del gufo profezia di malizia per me ". 
Nel suo libro Follie di Brooklyn, Paul Auster confessa: 
" Preferisco mille volte un furfante astuto a un pio allocco. Forse il primo non rispetterà le regole del gioco, ma ha lo spirito ".

Inoltre, perché si dice "restare come un allocco" o "essere un allocco?
L'allocco, o tawny owl in inglese
Questo rapace notturno si è guadagnato l'immeritata fama di essere stupido, a causa dell'espressione sciocca assunta dai suoi grandi occhi rotondi, fissi e vacui, specie se abbagliati da una luce diretta. La stessa espressione che assume chi rimane inerte e attonito di fronte a una situazione imprevista.
E infatti, un proverbio emiliano ci confessa che:

Gli allocchi sono cari a tutti i prezzi "

  (I luc i en cär a tüt i prési)

sabato 22 ottobre 2016

Step 07: Il Tenné sul Grande Schermo

Anche nel mondo della “fotografia cinematografica” i colori assumono un'importanza fondamentale giocando un ruolo decisivo nella produzione. A questo proposito è curioso scoprire come lgraphic designer Roxy Radulescu abbia creato un blog, Moviesincolor, in cui raccoglie fotogrammi di film famosi associandoli alle palette di colori utilizzati: come spiega la stessa Radulescu non si tratta semplicemente di un esercizio estetico, ma di un lavoro di ricerca che metta in evidenza la relazione tra colore, luce, fotografia e scenografia.
Riporto le palette dei colori di alcuni film in cui dominano le sfumature della nostra tonalità.



Il favoloso mondo di Amélie


2001, Jean-Pierre Jeunet
Fotografia: Bruno Delbonnel